E' successo di nuovo, sabato mattina durante l'incontro sulla pratica autobiografica da me condotto all'interno del ciclo delle pratiche filosofiche.
E' successo di nuovo, come sempre quando si mettono a nudo le linee del proprio vissuto.
Il copione più o meno è sempre lo stesso: all'inizio una certa quantità di timidezza e pudore, segue l'esitazione e alla fine la diga si rompe e l'acqua scorre in lunghi racconti, articolati, contestualizzati nel tempo e nel luogo di un passato spesso - a dire il vero quasi sempre - costellato di figure umane e animali, affetti, presenze, mancanze, solitudini e paure. Sì. Ad una cornice colorata sovente corrisponde un dipinto dalle tinte fosche e buie.
Nell'immersione che è la scrittura autobiografica ciò che emerge con prepotenza è quasi sempre la sofferenza, quel qualcosa che si cercava ma non si trovava o che si desiderava ma non arrivava mai, quel qualcuno dal quale ci si aspettava calore e invece elargiva soltanto freddure e lontananze. Emergono le paure, le frustrazioni viste con la tenerezza ma anche la rabbia degli occhi dell'adulto che le sta riesumando e rivivendo.
Poi, a tratti, compaiono squarci di luce e felicità, spazi di ossigeno dall'apnea della quotidianità familiare: una finestra affacciata su un bosco, l'immaginazione viva guardando gli alberi con la frutta matura pronta per la raccolta, uno scorcio urbano che rassicura, la libertà di stare a diretto contatto con la natura. Nicchie, dentro e fuori di sé.
Ecco, tutto questo materiale prezioso è sempre, per me, regalo fragilissimo da maneggiare con grande cura. E la fiducia che concima il terreno della condivisione, del racconto, del dire di sé è - ogni volta - elemento che mi commuove e mi sollecita gratitudine profonda e vera nei confronti di chi la ripone in me.
La vita che mi viene concessa tramite i racconti - in studio e altrove - è quanto di più sacro e magnifico e unico esista, ed è per questo che contraccambio con la massima riservatezza e tutta la delicatezza e il rispetto di cui sono capace.
Allora grazie. Grazie a tutti coloro che mi hanno permesso e mi permetteranno di entrare nella loro vita, che sia per un'ora, una settimana, qualche mese o una vita intera.