Il trentuno dicembre ha sempre rappresentato un momento di passaggio,
una fine che apre ad un nuovo inizio; è sempre stato il tempo dei
bilanci, delle riflessioni, dei conti
retrospettivi con le scelte prese, degli sguardi all'indietro e di
quelli in avanti. Uno spazio di saluto e congedo di un passato che
aspetta e accoglie nuovi desideri, nuove mete, nuove prospettive. Un
presente che sente il passato e guarda il futuro in un sentimento della
vita circolare e pieno.
L'augurio che faccio a tutti voi è che i
prossimi trecentosessantacinque giorni siano volti al desiderio di
crescere, approfondire, aprire e accogliere, con coraggio.
Sabato prossimo, concluse le giornate di festa, riprenderemo i nostri
consueti appuntamenti di riflessione sulle varie categorie pedagogiche.