25 marzo 2021

Sulla gara a chi sta peggio

 


Se si mette in luce la fatica provata dagli adolescenti si controbatte con l'emergenza sanitaria; se si evidenziano le criticità che stanno attraversando i più piccoli si viene invitati a ricordare il numero delle vittime; se si parla delle donne poi, manco a dirsi, si viene corrisposti con affermazioni che manco mille anni fa sarebbero state considerate degne di un cervello intelligente... Leggo dalla pagina facebook di Tlon di Maura Gancitano e Andrea  Colamedici: "la gara a chi sta peggio si basa su un modello gerarchico, e creare gerarchie e classifiche è il modo peggiore per uscire da un fenomeno globale che sta attaccando ogni aspetto della nostra vita". Credo che in una situazione critica, in un contesto completamente stravolto in ogni senso e direzione come quello in cui stiamo vivendo, ma anche quando ci troviamo di fronte ad un altro essere umano, il gesto più importante da fare sia l'esercizio della com-prensione che invita cioè a guardare la complessità come condizione all'interno della quale ciascuno vive un'esperienza di sofferenza e di esistenza diversa dall'altro, e dunque legittima e sacra, composta da un numero indefinito di elementi, strutture, episodi, situazioni, scelte, incontri, biologie, difese, meccanismi e respiri, tutti quanti posizionati in modo tale da costituire un sistema più o meno funzionante. Cercare la semplicità di fronte a sistemi che si interfacciano con altri sistemi allontana da sé e dall'altro.

Proviamo allora ad abbracciare questo momento con le tante difficoltà che porta in seno, nelle sue infinite sfumature, certo è - appunto - più difficile ma decisamente anche più vicino alla verità oltre che all'umano che siamo.
 

Nessun commento:

Posta un commento