17 dicembre 2016

Settimana 50/ 2016 - Sul vuoto (parte II)


Come promesso ed anticipato nel post di domenica scorsa, quest'oggi rimaniamo sul tema del vuoto, dello spazio senza presenza, ma lo guardiamo all'interno della relazione diadica, sia essa intesa come relazione fra due soggetti, sia tra un soggetto ed un oggetto.
Utilizzo alcune parole di Luce Irigaray che nel suo libro "La via dell'amore" affronta il tema della differenza, della distanza e della relazione tra uomo e donna, inteso come maschile e femminile.
Prendo in prestito il suo pensiero per traslarlo in un discorso più ampio e generale, non riferito solamente alla relazione diadica uomo - donna/maschile - femminile, ma per approfondire il concetto di distanza, assenza fondamentale nella relazione di sé con l'Altro, qualsiasi esso sia.
Scrive Irigaray:
'L'opera d'arte che l'uomo è invitato a realizzare è anzitutto lo schiudersi di se stesso nella sua singolarità. Il che implica una cultura dello spazio e del tempo ancora sconosciuta. Ad esempio, non è nella riduzione delle distanze che l'umano troverà la prossimità a sé, all'altro, e neppure al mondo. E' piuttosto nella capacità di stare in sé, di esistere in autonomia, distinto da ciò che lo circonda. Nonché dalla capacità di provenire da sé pur riconoscendo la parte dell'altro in questa provenienza. Il nome adatto a questa partecipazione dell'altro in tale provenienza da sé è forse: generare. L'umano non è fabbricato dall'altro alla stregua di una cosa, ma proviene dall'altro in quanto generato dall'altro, a livello naturale e spirituale.
Che sia nel corpo o che sia nell' 'anima', denominata anche spirito, l'uomo proviene da un altro da cui deve differenziarsi.'
Differenziarsi possiamo intenderlo come l'allontanarsi, il separarsi, lo staccarsi, il prendere le distanze da con l'intenzione di costruire la propria forma, creare la propria identità rendendo nel contempo possibile il movimento di avvicinamento e approssimazione. E' proprio in questo moto che 'qualcosa del riavvicinarsi si perde: la prossimità. Non è deliberatamente e per via di uno solo che questa può raggiungersi. Presuppone il lasciarsi raggiungere da ciò che si avvicina, e di accettare che, in questo riavvicinamento, il proprio di un mondo si apra all'accoglienza dell'altro. Il riconsocimento di quest'ultimo come differente fa si che l'approccio comporti un irriducibile allontamento. Che consiste, insormontabile, nell'avvicinarsi l'uno all'altro, come un mistero inafferrabile che trasgrediamo continuamente nell'anticipazione del desiderio'.
La dimensione vuota tra due è allora la conditio sine qua non per avvicinarsi, per incontrarsi, nel senso più alto e ampio del verbo.
Dove questo spazio viene meno non vi è il margine per muoversi verso l'altro, non si sente la possibilità di accostare e accostarsi, manca il confine della propria forma che si è ormai fusa e con-fusa con la forma dell'altro. Continua infatti Irigaray: 'La pretesa di conscere l'altro, o la volontà di integrarlo nel proprio mondo, non permettono l'avvicinarsi di lui, o di lei. Ciò che può agevolare questo gesto sarebbe piuttosto la definizione di mediazioni che consentano a ciascuno e ciascuna di sussistere, di essere e divenire nella propria differenza senza però rinunciare alla relazione fra i due'. Relazione implica sempre la possibilità di tornare, raggiungere, ma anche - e soprattutto - il desiderio di avvicinarsi.
Di qualsiasi relazione stiamo parlando, a qualsiasi soggetto e situazione facciamo riferimento quanto sopra rimane valido; il significato persiste nella sua essenza e richiama, ancora una volta, alla necessità di costruire se stessi partendo da un centro interiore che inevitabilmente si relaziona con l'esterno e così cresce, si sviluppa, si confronta, si espande, nel rispetto di sé e dell'alterità dell'Altro, un centro che è soggetto di e in movimento, si avvicina e si allontana per ritornare e di nuovo si separa, poi, con il desiderio di un nuovo contatto si avvicina e riduce il vuoto, lo spazio di assenza che può così divenire, ancora una volta, spazio di presenza.


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