La seconda lezione di volo la dedichiamo alla riflessione su queste due righe:
"Qualche volta il passato ci impedisce
di vedere dove stiamo andando".
Mi sono chiesta cosa volesse dire e, riflettendo sul lavoro di consulenza che svolgo in qualità di pedagogista, mi sono data questa possibile risposta tra tutte quelle che non ho contemplato e che possono essere altrettanto legittime.
Ho pensato ai lacci rappresentati da situazioni traumatiche, di incuria o di eccessiva presenza e direttività vissuta nella propria infanzia che vengono alla luce quando da figli si inizia a diventare adulti ma soprattutto quando si avanza nella scoperta del ruolo genitoriale. Infatti, assolvere il compito della genitorialità comporta inevitabili rispecchiamenti con gli stili educativi dei propri genitori, quel modus educandi che abbiamo respirato, vissuto, assimilato.
Nel rispecchiamento non riesco a distinguere me stessa dall'immagine riflessa e dunque mi riesce molto difficile capire cosa e perché mi spinge a comportarmi proprio come si comportava mia madre o mio padre e che, a distanza di anni, mi sovviene ancora alla mente con un certo disagio o del disappunto.
Mi riferisco a tutti quei condizionamenti, le idee, i pregiudizi, le abitudini, i tempi, i divieti, le paure con cui ci è stato insegnato a stare al mondo.
I lacci che impediscono una libera espressione di sé - come essere umano e come genitore - non li abbiamo indossati da soli, ci sono stati messi addosso, certo è però che sta a noi imparare a liberarcene per non continuare inconsapevolmente a stringerne di nuovi intorno ai nostri figli.
E' un esercizio che dura una vita intera e che richiede coraggio e tanta pazienza, una buona apertura di cuore e di occhi allo stesso tempo, per vedere dove siamo e per sentire dove vogliamo andare.
E' una responsabilità nei confronti di noi stessi ma anche di chi mettiamo al mondo.

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