03 giugno 2021

Lezioni di volo - I

 

        In un'antica libreria di Parma, qualche giorno fa, ho scovato un libriccino che ho deciso di acquistare per la bellezza e la semplicità delle sue pagine: Lezioni di Volo, di Pirkko Vainio.
Ho pensato di condividere ogni settimana per un mese quattro immagini con didascalia, rintracciando in esse un insegnamento, un piccolo esercizio di meditazione o semplicemente un'occasione di confronto e scambio.

Dedicato all'educazione dei piccoli ma anche dei "grandi" ché, si sa, di imparare non si smette mai!


LEZIONE DI VOLO N. 1


Mi piace aprire questo breve cammino con quella che riconosco essere una piccola ma importantissima verità:

"Ciascuno di noi si affaccia alla vita in modo diverso".

Cosa significa?

Che le tracce biografiche, i segni che caraterizzano la vita intrauterina, il processo di venuta al mondo, il contesto nel quale si aprono gli occhi, quello che si vede, le persone con le quali si interagisce, gli odori, i sapori che si sperimentano, il tono delle voci che si ascoltano, le cose che si toccano e quelle che non si toccano e si declinano come desideri nel tempo, e poi gli spazi che vengono abitati, i luoghi attraverso cui si viaggia, ciò verso cui si impara ad orientare l'attenzione e ciò da cui invece si impara a prendere le distanze, quello che viene a mancare, quello che arriva come un dono, le ferite antiche e quelle nel presente; insomma, tutto ciò che esiste e che non esiste nella vita di un essere umano tratteggia un'esistenza unica e irripetibile determinata da uno sguardo anch'esso unico e irripetibile e un pluriverso desiderante e respingente di nuovo, ancora, unico e irripetibile.

        Per far sì che ciascuna vita viva una vita degna e fiorita è necessario il primo passo verso: accettarne la singolarità, ossia la diversità da noi, la probabile - e aggiungo auspicabile - deviazione dalle nostre aspettative, accoglierne l'espressione come regalo e accettarlo con gratitudine, anche e soprattutto quando la sua alterità impone una messa in discussione del nostro modus, del nostro angolo di parallasse.
Esercizio questo potenzialmente senza fine che nei confronti dei figli si traduce in responsabilità genitoriale ma anche, questa volta nei confronti di chiunque, diritto di ciascuno ad essere ciò che è.

 
 
Immagine tratta da:
Lezioni di volo
Pirkko Vainio
Edito da Clavis - VIII edizione

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