12 novembre 2016

Settimana 45/ 2016 - Geoffrey Chaucer

Questa settimana la proposta cade su una categoria che, non a caso, sento riguardarmi molto da vicino in questo momento della mia vita.
Le parole le prendo in prestito da una figura di grande rilievo nella cultura letteraria inglese del Quindicesimo secolo, mi riferisco a Geoffrey Chaucer che scrive, a proposito del sentimento d'Amore:
"La vita così breve, l'arte così lunga da imparare, il tentativo così difficile, la conquista così intensa, la gioia trepidante che scivola via così rapida - con tutto questo io intendo l'amore, che mi riempie di un così profondo stupore con la sua opera prodigiosa, che quando ci penso, a stento capisco se dormo o son desto".
Senza scivolare nella retorica e nella banalità, mi piacerebbe riflettere con attenzione sulla presenza e sul significato che ciascuno dà alla categoria dell'Amore. Cosa è, dove si percepisce, dove la si colloca, come ciascuno sente di connotarla.
Cos'è Amore? Mi viene in mente Socrate, il quale racconta a Fedro di come esso agisce sugli esseri animati... Magari le leggiamo la prossima settimana le splendide parole con cui Socrate disegna Amore.
Per ora potremmo rimanere sull'apicalità della vita intesa come Amore, tensione verso l'alto, movimento che eleva, esalta, apre, illumina.
Per questo nella mia categoria di Amore non entra il possesso, la violazione, la violenza, la restrizione, la costrizione. Nella mia categoria di Amore entrano, invece, l'orizzonte condiviso, l'apertura, l'accrescimento ed il potenziamento della mia possibilità, la reciprocità, la libertà.


Sul fare dell'imbrunire rinnovo la mia disponibilità a discuterne insieme, per approfondirne le afferenze educative e formative.

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