07 novembre 2016

Settimana 42/ 2016 - Luigina Mortari

La seconda proposta di riflessione è rappresentata dalle parole di Luigina Mortari, l'idea è quella di stare un pò con se stessi, per se stessi.
Mortari scrive:
"L'amore di sé è passione per la chiamata che si sente premere sulla coscienza, a diventare la migliore forma possibile del proprio essere."

Anche oggi il desiderio di condivisione è mosso dal farsi domande più che dal darsi risposte, sempre orientati verso un movimento più o meno lento, un dinamismo interiore che aiuta a crescere quindi a vivere.
Ciò detto, personalmente leggo nelle parole di Mortari l'elemento centrale dal quale è possibile far emergere l'eidos di autenticità di sé e del proprio essere al mondo, nel mondo.
Chi sono io davvero? Qual è la mia nudità essenziale? Cosa rimane una volta tolto il soprabito, il maglione, la camicia, l'abito che abbiamo imparato ad indossare o che ci hanno cucito addosso (con o senza consapevolezza)? Sotto a tutto questo cosa/chi c'è? Dopo essersi spogliati delle aspettative altrui, dei ruoli attribuiti da altri, delle idee in cui siamo nati cresciuti e vissuti, cosa rimane? Quali desideri, ruoli, spazi e idee riconosciamo essere una nostra scelta e non un condizionamento altrui?
Ma soprattutto, fino a che punto è possibile spogliarsi, liberarsi, guardarsi, vedersi?
Ciò che conta, a mio avviso, è sentire sempre una tensione verso, coltivare con cura lo spirito di ricerca che sempre rinnova la domanda su di sé, in un moto d'amore che alimenta la spirale senza fine dell'esprimere al meglio il mondo che si è.

E voi cosa ne pensate?

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